Oggi, anzi ieri, ho deciso di scrivere un pezzetto di lettera al giorno. Un piccolo momento ogni giorno, un pensiero epistolare dedicato. Ci sarà un perché? Non lo so! O forse sì... Il fatto è che raccontarsi, diventa difficile, è come levarsi la coperta in una notte gelida, sei quasi certo di prenderti una polmonite. In fondo lo sappiamo un po tutti, anche quelli che come me hanno l'indefessa tendenza a essere positivi. Però, ogni tanto, anche noi ci scontriamo con le corazzate degli altri, sui mari di nessuno e, seppur tentiamo la via pacifica che la nostra vita ci ha insegnato, gli altri ci travolgono, con le loro negatività, con le loro pretese di controllarci, di essere al di sopra di noi, e noi, fermi, impassibili, abbiamo dimenticato come fa una lacrima a scivolare giù per la guancia, però per quei 5 maledettissimi minuti, quel gesto alieno, ci brucia, ci fa male, ci stermina la mente. A volte mi fa riosservare cosa sia la rabbia, cosa sia la gelosia o l'invidia. Sono solo 5 minuti, a volte meno, perché poi il mio essere "umano", mi riporta alla ragione, e tutto quel vociare assurdo della mia mente tace di nuovo.
Però, nel frattempo, ho deciso che non vi dirò il perché delle mie epistole! Vi lascio sulle spine, forse un giorno lo racconterò, o semplicemente pubblicherò le epistole stesse, chissà!?
My worse expression
I wore my worse face,
to face my faceless day,
I ran worse run,
to go far from myself,
I told my worse word,
to cut my soul with a sword,
I close my worst eye,
to see a different shade of light.
16/10/2012
RFDO
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